Italiana in Canada: il cottage sul lago

Durante la mia lunga vacanza canadese, ho trascorso quattro giorni in un cottage su un lago chiamato Shadow Lake, con le mie amiche Z e R. A parte che pareva il copione di un film horror e io sono facilmente impressionabile (troppi episodi di “Criminal Minds”!), sono stati quattro giorni di perfetta estate canadese.

Trascorrere l’estate in un cottage significa indossare sempre e solo pantaloncini e costume, leggere in veranda o sul moletto privato con una tazza di caffè, nuotare nel lago, dondolarsi pigramente sull’amaca mentre il sole estivo filtra tra dalle fresche frasche. Vi dirò, il percorso dal letto alla veranda al molo è assai più piacevole del mio abituale commute Haggerston-London Bridge.

Al cottage ho imparato che si può cucinare quasi tutto sul barbecue o sul fuoco e tutto avrà un sapore migliore. Ho imparato che se il vento ti soffia il fumo addosso devi strillare “White rabbit!” e sventolare le mani per mandarlo via; di sicuro c’è uno studio scientifico dietro! Ho finalmente assaggiato gli s’mores, marshmallow arrostiti sul fuoco e messi tra due biscotti al miele e un pezzetto di cioccolato a mo’ di panino, cosi buoni che a pensarci sento un vuoto emotivo!

Abbiamo passato tutte le sere attorno al fuoco a chiacchierare, bere birra e guardare le stelle. Metteteci che davanti a cielo stellato perdo ogni dignità, aggiungeteci una stella cadente e un’Orsa Maggiore bella luminosa (che non si chiama Big Bear in inglese), e avete una me sul punto di sciogliersi!

Ci sono anche stati degli incontri con la fauna locale: abbiamo ricevuto una visita di benvenuto da un chipmunk (tecnicamente, scoiattolo striato americano); una coppia di ragni giganti (tecnicamente, orribili ragni schifosi) ha conquistato il territorio del molo la seconda sera e ci ha costrette a bere il nostro aperitivo serale in tensione, pronte a saltare in acqua in caso di attacco; una creatura sconosciuta ha fatto capolino nell’acqua in lontananza e ci piace pensare che fosse una lontra.

Canadian cottage deck
Il nostro molo, ora territorio dei ragni!

Se avessimo incontrato orsi vi assicuro che saremmo state preparate: a detta di una nonna canadese, gli orsi si spaventano con un acuto shoooo!

An Italian in Canada: the Cottage

Four days of my Canadian holiday were spent in a cottage on Shadow Lake with my two friends, Z and R, respectively British and Canadian. Despite the fact that it was the perfect setting for a horror movie and my mind is very impressionable (too many Criminal Minds episodes) I loved every single moment of this very Canadian summer experience.

Summer in a cottage means spending most of your time in shorts and bikini top, reading on the deck with a cup of coffee or swinging on a hammock, blinking in the sunrays peeking through the foliage. The commute between bed, screened porch and deck is much more pleasant than my usual Haggerston-London Bridge journey.

When in a cottage you learn that almost everything can be cooked on a barbecue or campfire and that it usually tastes better! I learned that when the wind blows the smoke in your direction you have to scream “White rabbit!” while you wave it away. There must be some scientific Canadian study that proves this! I finally tried s’mores, i.e. a roasted marshmallow sandwiched between two Graham Crackers together with a piece of chocolate: it’s probably the best treat you could ever taste!

Our nights were spent around the campfire, sipping beer, chatting and stargazing: I spotted one shooting star, admired the most stunning night sky, recognised the Big Dipper and learned that that’s its English name, not Major Bear!

We also had close encounters with wildlife: cute chipmunks paid us a welcome visit on our first morning; a horrible couple of giant spiders reclaimed the deck as their own territory and we had to sip our evening aperitivo on the edge, ready to jump in the lake, had they tried to attack; an unknown creature was spotted crossing the lake and we like to think it was an otter!

Canadian cottage deck
The spider’s realm

What we did not encounter was a bear, which we would not have feared at all because we were prepared: as a Canadian granny teaches, you have to scare bears by making noise. A high pitched “shooo” will do.

Italiana in Canada: Toronto

Questo settembre ho battezzato il mio passaporto nuovo di zecca con un bel timbro canadese. La vacanza è stata documentata incostantemente su Instagram, da brava blogger incostante quale sono! È giunto il momento di aggiungere una manciata di parole a quella manciata d’immagini filtrate.

Toronto ha destabilizzato la mia concezione europea di strade e città, con la sua struttura a griglia e vie lunghissime che mantengono lo stesso nome dall’inizio alla fine. In parole povere, tu ed io potremmo essere entrambi su Dundas Street e trovarci ai capi opposti della città. Il lato positive è che, posto che tu ed io si cammini sempre in linea dritta, a un certo punto ci incroceremo. Sempre che io non mi sia fermata in uno dei tanti meravigliosi negozi, caffetterie o ristorante sulla via.

A Toronto ho comprato tre quarti dei regali per Natale 2016, bevuto deliziosi caffè freddi (28 gradi e sole per diciotto giorni filati, Canada ti amo!), mangiato cibo prelibato a ogni singolo pasto. A onor del vero, non ho assaggiato nessun piatto tipicamente canadese, se non per le pannocchie arrostite e gli s’mores; ad ogni modo, qualsiasi cucina provassimo era immancabilmente prelibata. Se dunque i canadesi prendono il cibo sul serio, io italiana non posso che andarci d’accordo!

A Toronto ho assistito alla mia prima partita di baseball e mi sono entusiasmata tanto da comprare un originale cappellino dei Blue Jays, che ha poi fatto parte del mio outfit da ritorno al lavoro. E comunque, chi non s’innamorerebbe di un gioco in cui i giocatori scelgono da sé la propria canzone di entrata e uno di essi sceglie Daddy Yankee? il baseball ha riesumato la zarra che è in me, mentre m’ingozzavo di popcorn e hotdog e mandavo tutto giù con della birra canadese.

Toronto si affaccia sul Lake Ontario, che è tanto grande e blu da sembrare un oceano e, dunque, soddisfare la mia anima mediterranea.

hello-toronto-3
Hello, Toronto!

Toronto mi ha fatto innamorare tanto da considerare di trasferirmici, ma, realisticamente, l’inverno laggiù è FREDDO, e quindi indossare il mio cappellino dei Blue Jays una volta a settimana basterà come dichiarazione d’amore!

canada2
Faccia da anatra canadese

 

An Italian in Canada: Toronto

This September I baptized my brand new passport with a Canadian stamp. I erratically documented my travel experience on Instagram, like the erratic blogger that I am. I am now adding a few words to those few photos, mostly taken by friends because my phone takes crappy pics, remember?

Toronto destabilized my European self with its grid structure and streets that keep the same name from one side of the city to the other. In other words, we both might be on Dundas Street, and still be at the opposite ends of Toronto. On the bright side, if we walk in a straight line, we are very likely to meet. Unless I have stopped in one of the amazing shops, coffee shops or restaurants scattered throughout the city.

I have bought most of my Christmas presents in Toronto, had amazing iced coffees (28 degrees, I love you!) and ate scrumptious food at every single meal. Nothing was typically Canadian, except for s’mores and roasted corn I guess, but everything was delicious. Seriously, Canadians are foodies and I am Italian, so we definitely get along!

Toronto introduced me to baseball; I enjoyed the whole experience so much that I bought an original Blue Jays cap, which I have then worn on my first day back to work. I mean who wouldn’t love a game where the players get to choose their walk-up song, and one of them picks Daddy Yankee? The chav inside me rejoiced, while I stuffed my face with hot dogs and popcorn, all washed down with beer.

Toronto looks over Lake Ontario, which is so big and blue that it looks like an ocean and has a handful of tiny islands, aptly named Toronto Islands, where you can rent a bike, eat ice cream, or pepperoni pizza and beer (in the licensed patio, if you please), sunbathe on its beaches. Needless to say, my sea-loving soul soared with joy.

hello-toronto-3
I mean, look at that skyline! 

Toronto made me fall in love and consider moving there but the winter is COLD, so, realistically, I’d better settle for wearing my Blue Jays cap at least once a week!

canada2
That’s my Canadian goose face!