I ritorni sul night bus

Chiunque viva a Londra ha provato almeno una volta il brivido del night bus. Per quanto mi riguarda, i night bus sono stati una costante della mia vita londinese, una costante alquanto lunga, fredda e variabilmente alcolica. Grazie al cielo l’avvento di Uber ha semplificato la vita a molti, me compresa, ci ha restituito ore di sonno e reso i rientri dalle serate meno traumatici, il tutto a un prezzo piuttosto ragionevole.

Sfortunamente arriva un momento del mese (leggi: la settimana prima della busta paga), in cui il risparmio ha la meglio sul comfort. Lo scorso weekend coincideva con tale momento e, visto che sono una fortunella, avevo pianificato da settimane una serata a Peckham, ovvero dalla parte opposta della città. Ciononostante mi sono fatta coraggio e, assieme a due amiche dirette verso il Nord, ho affrontato un viaggio di un’ora e due autobus, iniziato con la pioggia e terminato con neve a bioccoli!

La prima parte di viaggio si è risolta con un pericoloso pisolino, la seconda è stata invece allietata da un’amichevole e brilla conversazione tra estranee. La suddetta estranea era stata inclusa nel gruppo sin dall’inizio, in quanto viveva qualche fermata dopo la mia. Veniva dalla Scozia ma era cresciuta in Germania e dunque, accomunate dall’essere londinesi da soli tre anni, abbiamo discusso a lungo della nostra vita nella capitale del Regno e ci siamo trovate d’accordo su una serie di punti, di sotto elencati nell’ordine in cui sono stati sviscerati:

Londra è una gran bella città ma un giorno ci trasferiremo altrove. D’altronde potrebbe anche accaderci qualcosa che ci renderà londinesi per sempre, chi può saperlo?

Londra è talmente grande che la vita sociale diventa ardua. Per esempio, che ci facevamo su un autobus alle 4 di notte nel bel mezzo di una bufera?

Le relazioni sono altrettanto ardue perchè le persone sono un po’ troppo impegnate o “un po’ troppo frenetiche”, noi incluse!

Di conseguenza, a volte la miglior interazione con un estraneo è una chiacchierata sul night bus e possiamo solo sperare di sederci di fianco a un modello di Calvin Klein, la prossima volta!

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