Creatività e Personal Projects

Londra è notoriamente un centro creativo, dove le persone si incontrano per scambiarsi idee, inseguire sogni di gloria, imparare nuovi skills e lanciarsi in cosiddetti personal projects.

Il virus della creatività è altamente contagioso e al momento non vaccinabile, e dunque anche la sottoscritta è al momento impegnata in un secondo personal project (il primo è questo blog!) chiamato My Little Sous-Chef.

My Little Sous-Chef è un libro di cucina pensato per incoraggiare i genitori a cucinare coi propri figli. Non ho intrapreso questo viaggio da sola,  tutta la parte di design, impaginazione e illustrazioni è orchestrata da due amiche designer, fondatrici dello studio di design Ink Inch. Se vi interessa sapere di più su my Little Sous-Chef potete dare un’occhiata alla nostra campagna fondi, dove raccontiamo di questo progetto tramite tutti i mezzi di comunicazione possibile, incluse parole scritte  e un video  di animazione. La campagna si è conclusa con successo (leggi, abbiamo ricevuto soldi!) un mesetto fa, ma potete anche seguirci su Facebook e Twitter.

Non mi dilungherò oltre sul progetto in sè, ché con ogni probabilità ve ne ho già parlato con abbondanza di dettagli. Quello che non vi ho detto sono le magagne che creare un libro in inglese per il mercato inglese comporta, se dietro a suddetto libro vi è un team interamente italiano!

Come potrete immaginare, la lingua è l’ostacolo piu grande: le preposizioni ti fanno i dispetti mentre traduci in inglese le ricette; il gergo culinario è un universo tutto da scoprire e potrebbe essere classificato come personal project a parte. Alcuni nomi di ricette sono talmente italiani che bisogna gesticolare nel pronunciarli o sono intraducibili…voi la mangereste una mozzarella in a carriage?

Il secondo grande ostacolo è il contenuto: da brave italiane, amiamo visceralmente la nostra cucina e saremmo più che felici di produrre un libro interamente basato sui ricettari della nonna. Sfortunatamente per ora guardiamo al mercato inglese, dunque abbiamo optato per un menu più vario, un po’ inglese, un po’ italiano e un po’ cosmopolita. Nel caso dovessimo fare fortuna e sfornare una serie di libri, il secondo si chiamerà di certo My Little Sous-Chef Goes to Italy.

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