Christmas in London: The Panto

For the series “Italian Doing British Things”, which launches today and stars as the main character and narrating voice yours truly, ladies and gentlemen welcome to the Pantomime Edition.
So I went to see a panto, as you might have gathered. The play, called “Dick Whittington and his Cat” was staged at the Wilton’s Music Hall, which is allegedly the oldest music hall surviving in the world and is located in the area of Shadwell. There you go, I gave you a good reason to venture in Shadwell now!
The experience wasn’t totally new to me, I had in fact been introduced to the delights of panto last Christmas by a jolly group of British friends, so I knew what to expect and how to behave, but it still took me a good thirty minutes to get into the spirit and scream freely IT’S BEHIND YOU at any given signal. Had I been slightly intoxicated, the blend-in time would have been shorter but, alas, I was on medication and couldn’t enjoy one of the best features of this kind of entertainment, which is drinking while watching. I have never, in my Italian life, been allowed drinks in a play, which makes it even more characteristic and foreign to me, though in a good way. Also, if I hadn’t had cheap and convenient food beforehand, I could have indulged in some very British delicacy like sausages and gravy or mince pie, which looked rather tasty (OH NO, IT DIDN’T! OH YES, IT DID). Instead, I picked the cheapest option, though still quite British, ie crisps…dear Christmas bonus, where are you? Behind me, maybe?
I won’t dwell on the feature of a panto as a theatre genre, but I am sure you’ll be able to fill the void with Wikipedia, in case you need to.
All in all it was a fun night, in a lovely venue and with nice people (hi colleagues, if you are reading this!) and I’d definitely recommend it to another ItalianInLondon.

 

Advertisements

Creatività e Personal Projects

Londra è notoriamente un centro creativo, dove le persone si incontrano per scambiarsi idee, inseguire sogni di gloria, imparare nuovi skills e lanciarsi in cosiddetti personal projects.

Il virus della creatività è altamente contagioso e al momento non vaccinabile, e dunque anche la sottoscritta è al momento impegnata in un secondo personal project (il primo è questo blog!) chiamato My Little Sous-Chef.

My Little Sous-Chef è un libro di cucina pensato per incoraggiare i genitori a cucinare coi propri figli. Non ho intrapreso questo viaggio da sola,  tutta la parte di design, impaginazione e illustrazioni è orchestrata da due amiche designer, fondatrici dello studio di design Ink Inch. Se vi interessa sapere di più su my Little Sous-Chef potete dare un’occhiata alla nostra campagna fondi, dove raccontiamo di questo progetto tramite tutti i mezzi di comunicazione possibile, incluse parole scritte  e un video  di animazione. La campagna si è conclusa con successo (leggi, abbiamo ricevuto soldi!) un mesetto fa, ma potete anche seguirci su Facebook e Twitter.

Non mi dilungherò oltre sul progetto in sè, ché con ogni probabilità ve ne ho già parlato con abbondanza di dettagli. Quello che non vi ho detto sono le magagne che creare un libro in inglese per il mercato inglese comporta, se dietro a suddetto libro vi è un team interamente italiano!

Come potrete immaginare, la lingua è l’ostacolo piu grande: le preposizioni ti fanno i dispetti mentre traduci in inglese le ricette; il gergo culinario è un universo tutto da scoprire e potrebbe essere classificato come personal project a parte. Alcuni nomi di ricette sono talmente italiani che bisogna gesticolare nel pronunciarli o sono intraducibili…voi la mangereste una mozzarella in a carriage?

Il secondo grande ostacolo è il contenuto: da brave italiane, amiamo visceralmente la nostra cucina e saremmo più che felici di produrre un libro interamente basato sui ricettari della nonna. Sfortunatamente per ora guardiamo al mercato inglese, dunque abbiamo optato per un menu più vario, un po’ inglese, un po’ italiano e un po’ cosmopolita. Nel caso dovessimo fare fortuna e sfornare una serie di libri, il secondo si chiamerà di certo My Little Sous-Chef Goes to Italy.