Sirena vs young professional

Nel caso non l’aveste notato sono appena stata in vacanza in Grecia. Se questo non vi suona familiare, forse dovreste rivedere le vostre abilità di social media stalker ma (s)fortunatamente per voi sono tornata su questo blog apposta per vantarmi un’ultima volta. Forse. D’altronde dovete capirmi: le mie giornate di mare sono finite ormai fino al duemilasedici, voi almeno potete farvi un weekend al mare, a me toccano i festival al parco o, se proprio voglio osare, Brighton e quindi parliamone. Parliamo di questi dieci meravigliosi giorni vissuti come una sirena.

Giorni passati esclusivamente in bikini, che tanto che ti vesti a fare se tra tre minuti ti rispoglierai di nuovo per tuffarti? Giorni di nuotate in acque cristalline e tuffi da scogli più o meno alti, sfortunatamente non con la grazia di una sirena vera. Giorni in cui l’unica decisione che devi prendere è su quale spiaggia arenarti per le prossime otto ore, e il resto si vedrà. Giorni passati stesi al sole e notti col naso all’insù, a guardare le stelle cadenti, alcune così vicine e luminose che il primo pensiero che ti viene non è “oh mio dio, che meraviglia” ma “no vabbè, quello era un aereo che cadeva, sicuramente!”

Adesso che i giorni da sirena sono terminati, è giunto il momento di smettere i bikini e la salsedine sui capelli e tornare alla vita da yo-pro (young professional, nel caso ve lo steste chiedendo). È ora di tornare al lavoro e passare l’ultima ora ad agitarsi sulla sedia ergonomica tipo “ti prego, buon Gesù Bambino, fai smettere questa tortura e lasciami andare al pub!”; è ora di programmare qualche attività da weekend, fallire miseramente perché tutte le mie capacità organizzative si esauriscono al lavoro e finire in uno dei suddetti festival nei parchi; è ora di scorrere qualche foto su Tinder e tentare di organizzare un bell’appuntamento con uno sconosciuto, fintanto che l’abbronzatura e il fascino da sirena persistono.

Per quanto tutto ciò possa suonare sarcastico e pure un po’ deprimente, un po’ di buonumore da vacanza mi è rimasto e sto attivamente scegliendo di pensarla come uno dei tanti camerieri amichevoli greci, che ha riassunto la mia vita così: “sei italiana, lavori a Londra e vieni in Grecia per le vacanze. Questo è vivere la vita, bravo!”*

Detto ciò, domani potrei svegliarmi realmente depressa e decidere che basta, ne ho abbastanza, me ne torno in Grecia, sposo un marinaio e vivo da sirena per il resto dei miei giorni. In quel caso il blog si chiamerà “Bikinismi”

Buone vacanze a chi deve ancora partire! A chi è tornato dico, non siete soli!

*la questione è leggermente più complicata di così, ma ho già ampiamente superato il mio limite di 400 parole!

vita da sirena in grecia a corfu
vita da sirena in grecia a corfu
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