Bilinguismi Culinari

La pasta, piatto italiano per eccellenza e apprezzato da buona parte della popolazione mondiale. Nonostante la rinomata semplicità di preparazione, da quando vivo Oltremanica ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…

Ho visto un coinquilino tentare di versare l’olio nell’acqua di cottura della pasta con la scusa del non farla attaccare. Gli ho spiegato che non è la pasta che si attacca, è lui che non sa cuocerla. Mentre questa credenza è diffusa come l’influenza a gennaio, il concetto di “salare l’acqua” è ancora molto elitario e solo pochi eletti ne sono a conoscenza.

Ho visto una coinquilina buttare gli spaghetti nella pentola e lasciarli lì a mezz’asta che tanto “mentre si cuociono scendono”. Ci sono casi in cui noi italiani dobbiamo mettere a tacere il dittatore pastafariano che è in ognuno di noi e lasciare che i pagani continuino inconsapevoli le loro pratiche obsolete. Questo NON è uno di quei casi! La poveraccia in questione è stata redarguita e evangelizzata a dovere sull’importanza di mangiare spaghetti cotti uniformemente.

Ho visto la stessa coinquilina buttare la pasta scolata dentro alla pentola in cui sobbolliva del sugo e lasciarla lì a ribollire per altri cinque minuti buoni. Mi sono permessa di farglielo notare, pensando si fosse sbadatamente dimenticata il fuoco acceso sotto la pentola ma a quanto pare la sua era una scelta ponderata. Quel giorno mi sentivo magnanima  le ho concesso di godersi la sua sbobba senza predicozzi. Ho dovuto lasciare la stanza, però!

La lista di scempiaggini a cui ho assistito non è finita, ma per ora risparmierò ai vostri sensibili cuori italiani il dolore. Andate in pace, diffondete il Verbo e ricordatevi di santificare la pastasciutta.

Advertisements

4 thoughts on “Bilinguismi Culinari

  1. Io, pastafariano praticante, ti racconto un aneddoto su un viaggio che feci in Irlanda. Tre settimane di scuola di inglese, ero ospite di una donna single con figlia a carico di appena 8 anni.

    Tralasciando che la bimba usava spesso il dito medio nei confronti miei e del mio amico e compagno di viaggio Andrea (detto “Lello”), la signora in questione mi propinò per una settimana di seguito un improponibile “pastone” nel quale si potevano distinguere i seguenti ingredienti:
    1) penne “stracotte” (ma questo non mi sorprese di certo);
    2) carne trita con tracce di salsa di pomodoro, ovvero sugo bolog-nese (pronunciato rigorosamente con il “g_staccato_n” anglosassone);
    3) formaggio cheddar;
    4) tracce di vegetali imprecisati;
    5) patatine fritte.

    Sì, al punto 5) c’è scritto proprio “patatine fritte”, intendendosi con ciò le patatine in sacchetto tipo Highlander, probabilmente anche aromatizzate (ma in quel pastone era impossibile capirne a quale gusto) e accuratamente sbriciolate, in maniera da non essere in alcun modo separabili dal composto.

    Questo raro esempio di “contaminazione” culinaria mi è stato servito per almeno 3 giorni di seguito. Ovviamente non era cucinato al momento, bensì riscaldato ogni volta e, trattandosi dei miei primi 3 giorni di permanenza in Irlanda, non escludo che potesse risalire a molti giorni prima ancora.
    Al ché, credendo di farle cosa gradita, proposi alla signora di cucinarle io un bel piatto di pasta “italian style”. Lei rispose perplessa «A-ah… ok… may i buy something particular for your pasta?», ed io, sforzandomi di non spaziare troppo al di fuori delle sue possibilità, le chiesi di comprare cipolla, un po’ di olive e del tonno in scatola. Il giorno dopo si presentò così: «Sorry, i didn’t find olives. So i bought some MEAT… it’s the same for you?».

    Sigh…

    Like

    1. L’equivalenza olive-carne mi mancava! E signore iddio, le patatine fritte, perchè? Cosa hai fatto di male nella tua vita precedente per meritarti una host family che ti mischia le patatine fritte nel sugo?! 😦 Spero tu stia espiando i tuoi peccati ora!

      Like

      1. Evidentemente ho fatto cose talmente terribili che la mia stessa mente le ha cancellate dalla memoria…

        Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s