Prestinaio

Chi mi conosce penserà che la scelta di questa parola sia dovuta al mio amore incondizionato e ai limiti dell’ossessivo per i carboidrati. Non risponderò a queste malevole accuse, mi limiterò a procedere per la strada del post, che mi figuro poetico e lievemente nostalgico.

La definizione del vocabolario Treccani per prestinaio recita:

“S. m. (f. -a) [adattamento toscano del milanese prestiné, che è il latino tardo pistrinarius, derivato. di pistrinum «mulino, forno»], antico e regionale – Fornaio, panettiere.”

Sono di Milano ma non spiccico una parola di dialetto, questa è una delle poche voci che ho memorizzato grazie alle nonne milanesi e altri anziani. Una per tutti era la famosa signora Anna, che era di MilanoMilano e usava parole milanesissime come prestinaio. La signora Anna abitava nel palazzo di fronte al mio e faceva un po’ da nonna a tutti i bambini del quartiere.

Ho scelto la parola prestinaio perché è legata a dei ricordi d’infanzia. Spesso sono gli odori, i suoni, le fotografie, che ci rammentano di un episodio passato, un gioco, una vacanza, un amore. Io penso che le parole possano fare lo stesso e, quindi, io oggi scelgo di salvare prestinaio e i ricordi che si porta con sé. Spero abbiate anche voi una parola, o più d’una, che riapre quei cassetti della memoria che parevano sigillati e dimenticati da tempo.

E comunque sì, ho scelto prestinaio anche perché la focaccia mi manca più della mia mamma, del mio papà e della lavastoviglie messi assieme!

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