Amanuense

Si riferisce a coloro che, prima dell’invenzione della stampa, copiavano a mano i manoscritti. Il termine risale all’antica Roma e tuttora si può utilizzare per indicare chiunque scriva a mano documenti o atti. Quando leggo questa parola però, a me viene in mente prima di tutto il monaco amanuense, sarà che alla fine è quello che ho sentito nominare fin dalle elementari. D’altronde la parola in se rende bene l’idea: me lo immagino il monaco, chino sulla sua scrivania nello scriptorium, nel silenzio più profondo, che fa scorrere la penna sulla carta, ma lentamente, affinché l’inchiostro non macchi la pergamena. Anche amanuense è una parola da pronunciare lentamente, scendendo giù di tono su quella “u” che, se trascurata, ci restituisce un amanense. A quel punto non possiamo stupirci se il nostro monaco salta un paragrafo e ci lascia con un codice sbagliato.

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